Il gioco comincia

Anni ’70

Da piccolo andavo in barca con mio padre; la crociera estiva durava un mese nel quale Samantha. uno yawl di Sciarrelli costruita dal cantiere Sicid di Monfalcone nel 1965, girellava tra le coste e le isole dell’allora Yugoslavia. Io ero mozzo, lavapiatti, timoniere ed ogni altra cosa un equipaggio di adulti voleva che fossi, e mi piaceva.

Come ogni cosa, soprattutto se bella, finisce, e così anche le spensierate crociere con Samantha finirono. Poi lunghi anni di oblio sino a che, ai tempi del liceo, arrivò un’altro progetto di Sciarrelli: Adria e poi Malia di Vallicelli e di nuovo il seme della vela mise le radici in me; ma era un semino gracile e gli impegni scolastici prima, universitari poi, e gli innamoramenti e i relativi disinnamoramenti fecero si che quel seme non sopravvivesse ed inaridisse e con lui ogni cosa riguardante il mare visto dal mare!

Gennaio 2011

Sono passati tanti anni ed alle barche non ho più pensato se non con dolore per la morte del mio comandante, mio padre,quando una mattina di gennaio senza che mai un pensiero mi avesse sfiorato, senza niente che potesse farlo presagire un richiamo prepotente e potente desta in me sensazioni riposte in un angolino della memoria, scolorite dal tempo. Lo contrasto svogliatamente quasi con fastidio, ma esso permane e come un tarlo continua la sua opera demolitrice, solo che al posto di un mobile magari antico ci sono io, per certi versi antico ma non ancora immobile! La farò breve: quel seme che pensavo svanito era diventato un albero alto e forte senza dar segno di se ed ora si mostrava nella sua pienezza cullandomi tra le sue chiome e sussurrando parole dolci nel vento. Croce e delizia diceva qualcuno! Da cacciatore ero diventato preda, preda di una passione bruciante e terebrante che non da pace e tormenta sino a che non le si conceda ogni cosa pretenda.

E’ cominciato così. Tutto comincia qui.

I mesi successivi furono una corsa spasmodica tra l’attività lavorativa peraltro impegnativa e la ricerca disperata di una barca che potesse soddisfare le mie esigenze. Quali esigenze poi ancora ora non so. Volevo una barca ma volevo che fosse lei a scegliermi, che fosse lei a corteggiarmi, che mi facesse innamorare perdutamente. Ho scartabellato siti internet , sono corso a vedere ogni cosa fosse in vendita e che corrispondesse alle mie capacità economiche, sino a che incontrai anzi meglio mi venne presentata ICH BIN’S che aveva visto mio fratello Alessandro che avevo coinvolto nella mia frenetica ricerca. Fu amore a prima vista, sapete quando scatta quella corrispondenza di “amorosi sensi” e sembra di conoscersi da sempre! Volevo quella barca e per averla feci venire dall’Austria l’armatore e sarei stato disposto a qualunque follia pur di possederla. Vedete quando si parla di una barca è come parlare di una bella donna; la si vuole possedere ed esserne posseduti indefinitivamente. Per le mie finanze e per la mia sanità mentale fu Ale a condurre in porto quella trattativa.

E così ad Aprile 2011 mi ritrovai armatore di un Bostrom B31 MKII danese alato da anni e da rimettere in linea, ma questo è un altro capitolo della storia!

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