Che la crociera abbia inizio!

Sabato 29 giugnoImmagine

Sabato 29 giugno

Partenza!Era ora! Mollati gli ormeggi Ich Bin’s pigramente si avvia verso il mare percorrendo a ritroso il fiume Timavo che l’ha ospitata nell’ultimo anno. Le previsioni meteo sembrano tranquille e poti poti pulsa sornione.

L’uscita in mare sotto il castello di Duino è come sempre impressionante per la bellezza del golfo di Trieste e la costa dei barbari; quante volte passando io e Anna ci siamo detti quanto ci sarebe piaciuta quella casetta affacciata sul mare o anche la dependance di quella villona sulla costa… Ma come al solito senza guardarci indietro tiriamo dritto e ci mettiamo sulla rotta prevista. Oggi si va a Veruda passando per Cittanova per regolarizzare l’entrata in Croazia.

Appena messo fuori il naso ci accoglie una brezza tesa, un maestralino di circa 15 nodi che è manna per i nostri occhi! Fuori randa e fiocco e Ich Bin’s come un cavallino di razza comincia a galoppare su un mare con un’onda di poco più di un metro che la fa in alcuni momenti surfare. In breve arriviamo a Cittanova (Novigrad) e l’attracco alla banchina doganale per poco non si trasforma in un disastro. In testa alla banchina un onda malefica fa sobbalzare la barca sbattendola contro il cemento e le gomme annerite: per fortuna i parabordi salvano capra e cavoli ma Anna è costretta seduta sul molo a puntellare e respingere con i piedi la fiancata di Ich Bin’s che vorrebbe salire anch’essa sul molo. Naturalmente tutto ciò sotto la vista dei doganieri che sembrano divertirsi e rallentano ancor più se possibile le operazioni. Volo verso la capitaneria ove nulla è cambiato, pagare e sempre pagare questo è il leit motiv della Croazia e dell’europa e della libera circolazione delle genti se ne fanno un baffo!

Finalmente riguadagnamo il mare felici di non aver subito danni e subito ci ributtiamo all’inseguimento delle onde. Un bel vento al giardinetto, tutta la tela, l’autopilota che fa egregiamente il suo lavoro instancabile di terzo marinaio che però non mangia non beve e non si lamenta e via a 7 nodi. Vediamo passare sulla nostra sinistra tutta l’Istria di cui conosciamo ogni sasso e al tramonto ci accingiamo ad entrare nella baia di Veruda ove ci attendono all’ancora dei nostri amici che hanno già buttato la pasta. Un abbraccio quattro risate e poi un piattone di pasta suggella lo splendido tramonto al quale assistiamo come sempre innamorati della natura e dei suoi innumerevoli spettacoli. Poi tutti sotto coperta si va a nanna. Domani altra giornata di navigazione e sveglia presto.

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