Giorno 6

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In rotta per Dubrownik.

Ancora una giornata di assenza di vento e mare asfaltato. Bello però il panorama delle isole. fa un caldo africano e non c’e’ verso di ripararsi dal sole a secco di vele come siamo. Poti poti fa il suo dovere spingendoci a circa 6 nodi. Cominciamo ad essere un po’ stanchi e non vediamo l’ora di arrivare. programma: doccia bollente, giro turistico per la città che peraltro conosco che è stupenda. Arriviamo senza lode e senza infamia alle 14 nella baia antistante dubrownik e iniziamo l’entrata nel fiordo sotto il mega ponte che ci condurrà al marina. Sulla destra immense navi da crociera targate Costa ed MSC i cui abitanti ci guardano dall’alto e noi piccoli piccoli sotto a guardare in su. La navigazione del fiordo è di circa 2 miglia e finalmente arriviamo al marina. Immediato lavaggio della barca incrostata di sale, e poi doccia, questa si finalmente calda. 30 minuti di acqua bastano a malapena a soddisfarmi dopo 6 giorni di docce fredde rapidissime. Vado alla reception e mi informo sui mezzi per raggiungere Dubrownik; c’e’ un autobus ogni dieci minuti, bene così.

Rivestiti da umani arriviamo alla città vecchia che è veramente una delle città più belle del mondo con le sue mura e le antiche vestigia della repubblica dubrowacka. Dopo una bella camminata sulle mura e per le calli del centro ci ricordiamo di aver letto sul giorgiolano di un ristorante sullo “Stradun” ma non ricordiamo più il nome e pensare di poterlo trovare in mezzo ad una nuvola di locali ove se non stai attento vieni abbrancato da camerieri invitanti che cercano di tirarti dentro un po’ come in medio oriente  è una chimera. Pertanto dopo un lungo giro di perlustrazione ci sediamo da Domino che ci sembra tutto sommato accettabile. Di fronte ad una bella cenetta discutiamo sulle prossime mosse visto che siamo al termine della Croazia; io sono orientato per una serie di tappe che comprendono Cattaro in Montenegro, Durazzo in Abania, Valona ad Orikum e infine la Grecia: mi pare meno faticoso e più divertente che una lunga traversata sino alla Grecia e le condizioni meteo previste nei prossimi giorni non troppo rassicuranti lo consiglierebbero, Anna vorrebbe andare direttamente a Valona attirata dalla baia delle tartarughe ad Orikum. Rimandiamo la questione all’indomani; comunque dovremo andare a Cavtat per le procedure burocratiche di uscita dalla Croazia visto che sono entrati in europa fisicamente ma non ancora mentalmente ed hanno rafforzato i controlli anche dei cittadini comunitari.

Ritorno in bus alla barca e saporita dormita. Domani è un altro giorno! 

 

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