Mourtos, Lakka ed il naufragio….

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Prima parte della navigazione verso Mourtos piuttosto noiosa, poco vento , motore e fiocco giusto per vedere una vela a riva. Ne approfittiamo per godere dal mare lo splendido panorama offerto da Corfu’ e cosi’ ripercorriamo le mete già raggiunte in motorino nei giorni precedenti. Ormai allineati alla punta sud dell’isola monta in cattedra puntuale come un orologio svizzero messer maestrale su cui si potrebbe regolare l’orologio e Ich ormai solamente a vela corre felice sull’onda che monta in pochi minuti. Dopo gli ozi di Corfu’ è piacevole riassaporare il vento sul viso e le ochette che si formano sulla sommità delle onde in un mare blu scuro! A sei nodi e passa Mourtos arriva presto e diamo ancora ridossati nel canale formato dalla terraferma e l’isola di Syvota uno dei tanti Syvota Greci. Pur essendo ormai settembre le barche a vela si sprecano ed è difficile trovar posto nell’ampio canale. Certo della presa dell’ancora faccio un bagno nelle tiepide acque ioniche e ne approfitto per ripulire la carena e soprattutto l’elica che risulta alquanto incrostata dai due mesi di riposo. E’ sera in un baleno ed è cena in pozzetto alla luce calda della lampada a gas anche detta da Anna in friulano “canfin” residuato, assieme alle bombolette del gas, del terremoto del 76 in friuli che costo’ ad Anna bambina un anno di esilio da Gemona la sua cittadina. Mentre rilassato mi godo la serata, come un vascello fantasma, mi trovo a distanza ravvicinata una barca con bandiera inglese con una vecchia che sembra mummificata in pozzetto; con tutto il mio self control inglese apostrofo la mummia nella sua lingua chiedendole se per caso la sua ancora non stesse arando e per tutta risposta la mummia sibila che sta la da due giorni. E io che pensavo stesse la da due secoli! Comunque il pensiero di quella pericolosa vicinanza non mi farà dormire saporitamente quella notte e quando giunge mattina sono ben lieto di togliere l’ancora destinazione Porto Lakka isola Paxos.

Quella mattina tagliando al traverso di un fastidioso SW sui 25 nodi in direzione di Paxos con mare formato Ich Bin’s corre come un treno e le 12 miglia da Mourtos a Paxos vengono percorse in molto meno di 2 ore. Dal mare la baia di lakka è magica ed i colori dell’acqua che passano dal blu cobalto al turchese in una sequenza infinita di gradazioni mi entusiasmano e mi affascinano. Ricordate il film laguna blu? E’ molto meglio Lakka!

Ancoraggio magistrale del mio prodiere promosso a nostromo e siamo immersi nel turchese. Mega bagno e pranzetto. Ma come ogni cosa bella ha un termine: rotazione del vento e maestralata sui 30 nodi alzano fuori dalla baia un mare imponente e parte dell’onda comincia ad entrare con il conseguente agitarsi di Ich che rende la vita a bordo quasi insostenibile. Dopo un po’ Anna si stufa e con il tender se ne va in spiaggia ed a me tocca la guardia alla linea di ancoraggio. Uffa, rotolo di qua e di la senza trovar pace verificando la tenuta dell’ancora, prendendo riferimenti su tutti i lati; mi dispiacerebbe trovarmi in spiaggia con tutta la barca! A sera finalmente decido di andare a cena in paese e quindi a remi mi appropinquo alla spiaggia con Anna sul gommone. Vedo ormai l’approdo quando un’onda assassina mi prende da poppa e mi lava da testa a piedi mentre impotente cerco di dirigere il gommone. Anna appena vede la spiaggia a mo di un comandante tristemente famoso salta come una molla via dal canotto e mi lascia a sfracellarmi sui ciotoli. Scendo come un naufrago dal tender tastandomi e rallegrandomi di non essermi fatto nulla ed all’improvviso mi ricordo che in tasca ho l’iphone il mio ponte sul mondo; caccio un urlo e lo estraggo dalla tasca. Nulla da fare: il mio diletto è deceduto per annegamento e tutti i tentativi di rianimazione risultano vani… Inferocito come un cinghiale dalla mia bocca escono una serie di improperi che per fortuna non sente nessuno e che non valgono a restituirmi l’iphone. Non ho più fame ed il mio umore rimarrà nerissimo per tutta la sera. La mattina, dopo una notte di ballo di san vito causa onde lascio senza un rimpianto Lakka alla volta dell’isola di Levkas, ceco senza le previsioni meteo via internet, ed ingufato per il lutto!!!

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