Riflessioni

Sono arrivato alla conclusione, alla semplice ed evidente conclusione che mi sta stretta anzi strettissima questa società falsa ed ipocrita con cui mi tocca confrontarmi tutti i giorni. Dico mi tocca perché non sono ancora arrivato alla quadratura del cerchio, alla guerra di liberazione, alla catarsi, o meglio non ho avuto ancora il coraggio di scatenarla questa guerra, troppi i lacci e laccioli che in parte ho costruito da me ed in parte mi sono lasciato mettere addosso. Attenzione però non sto dicendo che mi arrendo anzi al contrario ho intenzione di combattere; per l’intanto si comincia a potare un po’, a tagliare i rami secchi, ad essere più selettivi nello scegliersi le compagnie, a dare meno importanza a tutto ciò che è falsamente reale o meglio a tutto ciò che sta nella sfera del virtuale. Si, la realtà virtuale e’ la pestilenza della nostra epoca , l’ Ebola dei ricchi, e’ la falsa sensazione di non essere da soli, di sentirsi protetti dal gruppo quando invece quel gruppo non e’ altro che un’ accozzaglia di tastiere che parlano da sole e non ascoltano nessuno e di contro nessuno le ascolta. Forse è meglio fare un passo indietro, mettersi veramente in ascolto per la voglia di ascoltare senza per forza dover essere ascoltati; non sta scritto da nessuna parte che valiamo proporzionalmente al numero di amici in FB, che esistiamo solo se digitiamo qualche sproloquio nel web. Recuperiamo solo ciò che val la pena recuperare, la zavorra inutile gettiamola nel fango.
Riappropriamoci della realtà bella o brutta che sia e cerchiamo di forgiarla, viviamola magari faticosamente ma viviamola guardandola in faccia senza paura. Abbattiamo tutte le sovrastrutture che ci siamo costruiti intorno a difesa del fortino, restiamo nudi di fronte a noi stessi, accettiamo la nostra fragilità che poi è la nostra forza.
Augh, ho detto !

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8 thoughts on “Riflessioni

  1. Accidenti Prometeo sei veramente acido. Tutti vorremmo abbandonare gli inutili fardelli, allontanarci dalle secche e non aver mai una costa sottovento in una notte tempestosa, tuttavia è più facile a dirsi che a farsi. Alle volte poi manca addirittura la reale consapevolezza della meta che si vuole raggiungere. Altre ancora , quando si c’entra l’obiettivo ci si rende conto che si è comunque ancora lontani. Allenandomi intanto su libri e tastiere ti do uno spunto di riflessione citando una massima di Seneca: non c’è buon vento per chi non sa dove andare…

  2. Letto ora…meglio tardi che mai…è un sollievo pensare che non sono io la pazza furiosa…quella a cui almeno una volta a settimana parte l’embolo…quello buono…la gente che mi addita per non essere mai soddisfatta non comprende che questo non ha a che fare con l’insoddisfazione…ma con la soddisfazione di essere liberi di fare e disfare…liberi di pensare e di fare. ..io sono padrona del mio destino e ne sono fiera…ps: il blog è proprio bello…a volte basta poco per vedere il mondo da un angolo diverso…bravi!!!

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