Da Messolonghi a Corinto…

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Rion traffic Rion traffic OVER…..

S/Y Sanfrancesco (pronunciato come la famosa città californiana per evitare ogni richiesta di spelling) coming from West to East…..

East come prua ad Est, come quartiere Egeo, come stiamo arrivando amici….

Un piccolo sussulto passando sotto la campata assegnataci dai controllori ed ecco oltrepassato quel confine immaginario di cui si favoleggiava nelle estati passate: finalmente nel canale… Abbiamo il solito culo dei neofiti e spinti da un gagliardo maestrale sui 25 nodi a tutta vela corriamo ad oltre 9 nodi verso Galaxidi, tappa intermedia prima di Corinto. A metà strada crack metallico, si rompe lo stozzascotte del vang… e te pareva… Resto al timone con Nicola ed Ale  affaccendati  alla riparazione.

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Pomeriggio inoltrato, dopo una bella veleggiata, entriamo baldanzosi a Galaxidi, ma subito appare chiaro che non c’e’ posto in banchina.. dannazione, gia pregustavo una bella cenetta con le gambe sotto al tavolo di qualche Taverna. All’ancora in baia! Mando la truppa a terra, Nicola si sacrifica e resta con me in barca. Mangiucchiamo qualcosa di già pronto recuperato in cambusa, nel frattempo è calato il buio e la stanchezza, soprattutto psicologica ( prima vera prova in mare con il Sanfrancesco) si fa sentire. Tutti sotto coperta, anche la truppa, ritornata con la pancia piena per le abbondanti ed a giudicare dai sorrisini soddisfacenti libagioni, io resto con un po’di fame ma me la tengo….

Mattina successiva, salpa ancore nuovo in azione… viene su la Kobra accartocciata, nella fretta della partenza non ho posizionato bene il fermo sul vomere che se ne è andato chissa dove, forse a far colazione…. Fortuna stratosferica che la baia sia rimasta immobile tutta la notte altrimenti ci saremmo ritrovati a far colazione assieme al perno ma con la barca e tutto… Sostituzione con la seconda ancora, una Bruce che farà il suo bel lavoro per tutto il resto della crocera.

Partenza per Corinto questa volta in bonaccia, con l’AIFO a mezza potenza viaggiamo tra i sette e gli otto nodi. Caldo, veramente caldo. E dopo questa bella smotorata che non merita ulteriori commenti eccoci davanti a Corinto…

Chorinth Channel Corinth channel OVER

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Messolonghi – Baia Skrofa

Ich Bin’s lascia pigramente l’ormeggio che l’ha trattenuta per 10 lunghi mesi e che ha lasciato il segno: infatti una delle due bitte di prua a sinistra ciondola malamente tanto da non poter essere usata. Prima tappa Baia Skrofa antistante l’isola di Oxia, un posto per nulla interessante se non per la presenza sulla spiaggia solitaria di Fotis e del suo baracchino che spara musica reggae e cucina pesce alla griglia da par suo.
Tutto bene se non fosse che appena messa giù l’ancora comincia a soffiare un gagliardo maestrale che prende vigore incanalandosi nel canale tra l’isola e la terraferma la dove sfocia l’Acheronte, un nome , un programma.
Ben presto siamo sbatacchiati da 25 nodi sul muso che ci costringono a bivaccare dentro la barca perché a star fuori vien mal di testa. Ma anche dentro il rischio mal di mare c’è e ben presto colpisce uno dei componenti degli equipaggi delle quattro barche amiche. Per fortuna arriva la sera ed alla svelta con i tender raggiungiamo piuttosto bagnaticci il nostro amico Fotis che ha la griglia rovente… In un attimo le pene della giornata vengono dimenticate e inizia la festa a suon di musica reggae o meglio di ogni tipo e genere di musica trasformata a ritmo di reggae.
A tarda notte si torna in barca sempre accompagnati dagli strilli del maestro che per l’occasione non è andato a dormire come e’ solito fare, ma intrattiene i suoi ospiti con una sinfonia suonata tra le sartie che si prolunga sino alle cinque del mattino. Un po’ frastornati la mattina dopo si riparte

Riflessioni

Stato

Sono arrivato alla conclusione, alla semplice ed evidente conclusione che mi sta stretta anzi strettissima questa società falsa ed ipocrita con cui mi tocca confrontarmi tutti i giorni. Dico mi tocca perché non sono ancora arrivato alla quadratura del cerchio, alla guerra di liberazione, alla catarsi, o meglio non ho avuto ancora il coraggio di scatenarla questa guerra, troppi i lacci e laccioli che in parte ho costruito da me ed in parte mi sono lasciato mettere addosso. Attenzione però non sto dicendo che mi arrendo anzi al contrario ho intenzione di combattere; per l’intanto si comincia a potare un po’, a tagliare i rami secchi, ad essere più selettivi nello scegliersi le compagnie, a dare meno importanza a tutto ciò che è falsamente reale o meglio a tutto ciò che sta nella sfera del virtuale. Si, la realtà virtuale e’ la pestilenza della nostra epoca , l’ Ebola dei ricchi, e’ la falsa sensazione di non essere da soli, di sentirsi protetti dal gruppo quando invece quel gruppo non e’ altro che un’ accozzaglia di tastiere che parlano da sole e non ascoltano nessuno e di contro nessuno le ascolta. Forse è meglio fare un passo indietro, mettersi veramente in ascolto per la voglia di ascoltare senza per forza dover essere ascoltati; non sta scritto da nessuna parte che valiamo proporzionalmente al numero di amici in FB, che esistiamo solo se digitiamo qualche sproloquio nel web. Recuperiamo solo ciò che val la pena recuperare, la zavorra inutile gettiamola nel fango.
Riappropriamoci della realtà bella o brutta che sia e cerchiamo di forgiarla, viviamola magari faticosamente ma viviamola guardandola in faccia senza paura. Abbattiamo tutte le sovrastrutture che ci siamo costruiti intorno a difesa del fortino, restiamo nudi di fronte a noi stessi, accettiamo la nostra fragilità che poi è la nostra forza.
Augh, ho detto !