Baie di Kastos

Immagine

IMG_1444.JPG

Annunci

Kastos una perla nello Ionio

Dopo una notte alla ruota a baia Skrofa, la mattina ci rivede in movimento.
Percorriamo il canale che separa l’isola di Oxia dalla terraferma e dopo circa una quindicina di miglia eccoci in vista di Kastos, splendida isoletta del mare interno. L’idea era di piazzarci nella baia di nord est ( north east cove) , ma dopo un rendez vous alla voce optiamo per Port Kastos desiderosi di un po’ di terraferma dopo lo sballottamento notturno. l’atterraggio come sempre all’ancora e cime in banchina avviene con qualche preoccupazione per un fastidioso vento al traverso in un bacino stretto e con fondali di poco superiori ai due metri, districandosi in mezzo ad una flottiglia di charter che come al solito pretendono diritto di domicilio cercando di riservare per se tutto il posto disponibile. Ma non l’avranno vinta!
Il porticciolo si rivela incantevole e le stradine sterrate che da esso si dipartono conducono a spiaggette inaspettate e soprattutto disabitate. Nei due giorni di sosta testiamo alcuni ristorantini sicuramente dignitosi ed io personalmente anche la doccia di un localino che mette a disposizione acqua calda a gogo in cambio di una qualunque consumazione! A malincuore all’alba del terzo giorno molliamo le cime e salpiamo in direzione Nidri ( Tranquillity Bay) per una sosta tecnica, la revisione del mio alternatore che mi pare non carichi troppo bene, e per cambusa. Recupereremo inoltre alcuni amici che stanno all’ancora a Vliko ma di questo parleremo la prossima volta.

Cambio di rotta

Primo giorno a Messolonghi, si riordina la barca e la si arma per la partenza. Primo giorno a Messolonghi, prima cena con gli amici e cominciano i guai. I tentatori cominciano a proporre una crociera sulle ioniche tutti assieme, favoleggiano grigliate, zingarate di ogni genere. Ci penseremo su la notte. L’indomani come se nulla fosse si fa cambusa e man man che passa la giornata ( non si parte il 17, la scaramanzia innanzitutto), il tarlo comincia a penetrare in profondità. Ma no, non si può, tutto l’inverno passato a preparare l’Egeo e adesso….
Secondo giorno e seconda cena….. Alla fine capitoliamo: e sia : l’Egeo può aspettare, le sirene hanno attirato Ulisse che stavolta non si era messo i tappi di cera e adesso chi la sente Francesca….

Messolonghi – Baia Skrofa

Ich Bin’s lascia pigramente l’ormeggio che l’ha trattenuta per 10 lunghi mesi e che ha lasciato il segno: infatti una delle due bitte di prua a sinistra ciondola malamente tanto da non poter essere usata. Prima tappa Baia Skrofa antistante l’isola di Oxia, un posto per nulla interessante se non per la presenza sulla spiaggia solitaria di Fotis e del suo baracchino che spara musica reggae e cucina pesce alla griglia da par suo.
Tutto bene se non fosse che appena messa giù l’ancora comincia a soffiare un gagliardo maestrale che prende vigore incanalandosi nel canale tra l’isola e la terraferma la dove sfocia l’Acheronte, un nome , un programma.
Ben presto siamo sbatacchiati da 25 nodi sul muso che ci costringono a bivaccare dentro la barca perché a star fuori vien mal di testa. Ma anche dentro il rischio mal di mare c’è e ben presto colpisce uno dei componenti degli equipaggi delle quattro barche amiche. Per fortuna arriva la sera ed alla svelta con i tender raggiungiamo piuttosto bagnaticci il nostro amico Fotis che ha la griglia rovente… In un attimo le pene della giornata vengono dimenticate e inizia la festa a suon di musica reggae o meglio di ogni tipo e genere di musica trasformata a ritmo di reggae.
A tarda notte si torna in barca sempre accompagnati dagli strilli del maestro che per l’occasione non è andato a dormire come e’ solito fare, ma intrattiene i suoi ospiti con una sinfonia suonata tra le sartie che si prolunga sino alle cinque del mattino. Un po’ frastornati la mattina dopo si riparte

MANCA VERAMENTE POCO

Tutto è pronto alla partenza in quest’estate lagnosa e piovosa che mi ha fatto riscoprire l’antico detto : ” piove, governo ladro” ; mai come in questi tempi tanta verità in un detto popolare!
Naturalmente in Egeo siffatta configurazione barica ha fatto si che il meltemi non si sia praticamente mai visto ma un refoletto birbone giunto alle mie orecchie mi ha ricordato,come se ci fosse bisogno,che il bambino dispettoso e’ pronto ad accogliermi con fuochi d’artificio, ricchi premi e cotillons! E sia! Siamo pronti a pagare lo scotto della primogenitura sperando che non scotti molto! Nonostante abbia studiato e consumato portolani scritti in ogni lingua e per ultimo il portolano di Francesca che all’Egeo ed al meltemi da del tu, sono giunto alla conclusione che l’unica rotta prevedibile e prevista e’ la non rotta. Giuro che non ho fumato nulla di proibito se non la fidata e-cig che da un po’ supplisce alll’astinenza dalle bionde, ma dopo mille calcoli, innumerevoli siti meteo che campeggiano in bella vista sull’Ipad, carte nautiche digitali e non, ho finalmente capito che….. sarà’ il birbantello a dettare le regole del gioco e noi giocheremo in difesa: praticheremo un bel catenaccio all’italiana stile anni 70-80 pronti a colpire in contropiede. Funzionerà ? Inshallah